martedì 1 maggio 2012

giovedì 12 aprile 2012

ORTO BOTANICO DI FIRENZE

Arbutus unedo
Sequoia sempervirens
Quercus suber: esemplare enorme di sughera della Sardegna
Azalee
Dino a spasso
Ephedra fragilis
Tigre denti a sciabola a spasso
Collo lungo a spasso
Araucaria
Encephalartos villosus
T-rex a spasso
Palme
Taxus

mercoledì 21 marzo 2012

CILIEGI ORNAMENTALI





Ormai è ufficiale: è primavera! I ciliegi ornamentali (prunus cerasus) fioriscono per le strade cittadine e l'aria è tiepida. Ce ne sono tantissime varietà, la più diffusa e nota è il Prunus cerasus Pissardi nigra, ha le foglie color porpora scuro e i fiori rosa semplici.

domenica 18 marzo 2012

LARVE DI MAGGIOLINO, MELOLONTHA MELOLONTHA







Questo bel "cicciottino", che vive nel terreno, distrugge le radici di tutte le piante sia ortive che ornamentali.
Lascio la parola alla mia socia sulle descrizioni tecniche da Entomologa!!!!

Carissima Ale, bellissime foto! La larva del Maggiolino è inconfondibile con la sua forma cicciottella a C. Subdola divoratrice di qualsiasi radice e difficile da combattere. Se vi capita di vedere le piantine sofferenti, magari i gerani sul balcone, provate a tirarle un pochino e se vi restano in mano, potrebbero esserci larve di maggiolino nei vostri vasi. Capita anche nei prati.
Appartiene alla famiglia dello scarabeo e precisamente è un coleottero scarabeide melolontoide. L'adulto ha le caratteristiche antenne a ventaglio ed essendo grosso vola con fatica, perciò è facile preda dei pipistrelli ma anche di corvi e cornacchie. Il nome "maggiolino", deriva dal fatto che lo si vede volare nel mese di Maggio, quando gli adulti sfarfallano. Negli altri mesi vive nel terreno ed in autunno esce la sera per cibarsi delle foglie degli alberi. Le uova vengono deposte nel terreno e la larva va in profondità per resistere all'inverno, poi sale nella rizosfera per divorare qualsiasi radice trovi, anche se preferisce quelle ortive. Il maggiolino compie il ciclo vitale in 3-4 anni, quindi significa che le larve continuano a mangiare (estate-autunno) per almeno 3 anni prima di diventare adulte!
Mentre il danno dell'adulto è limitato e quasi trascurabile, quello delle larve è devastante. La lotta si fa al terreno, accertandosi prima della reale presenza del fitofago, come ha fatto Ale rivoltando il terreno. Oggi ci sono valide alternative ai terribili geodisinfestanti che fanno fuori tutto ciò che incontrano. Si possono usare preparati a base di nematodi entomoparassiti e funghi entomopatogeni.
Questo simpatico ma devastante insetto ha anche una pagina dedicata su facebook!
Vi segnalo anche questo bel sito inglese del Natural History Museum che descrive bene il nostro amico May bug.

sabato 10 marzo 2012

ORTICOLARIO 2: LE FOTO!!!!

VILLA ERBA




ASTER
FRUTTA ANTICA






HIBISCUS
IXORA
ARTE TOPIARIA



Un grazie di cuore a Sabrina che mi ha " regalato " le sue foto....

domenica 5 febbraio 2012

LA TREVISANA


Ciao a tutti, il gelo di questi giorni e l'arrivo del Carnevale mi hanno ispirato per raccontarvi la curiosa storia del radicchio rosso (Cichorium Intybus silvestre). Sapevate che questa insalata non nasce affatto con questo aspetto ma è invece una comune erbaccia verde, la cicoria selvatica, che cresce ai margini dei fossi e delle strade di campagna, sopratutto nella zona del veronese e del trevigiano? Bene, pare che tanto tempo fa, un contadino di quelle zone abbia pensato di proteggere le sue insalatine dal gelo e le abbia perciò estirpate e stipate al buio in un angolo della stalla. Dopo qualche settimana, scoprì con grande stupore che i cespi avevano prodotto dei germogli bianchi e rossi, croccanti e molto gustosi. Quei germogli, ora sono famosi nel commercio spuntando prezzi alquanto interessanti, molto apprezzati e ricercati. Era successo che il radicchio, trovandosi al calduccio, utilizzò le riserve nutritive accumulate d'estate nel fittone per rivegetare e così sopravvivere. La consistenza dei nuovi germogli era dovuta al freddo, l'imbiancamento e la sintesi di pigmenti rossi al posto della clorofilla, invece, all'assenza di luce. Oggi la tecnica è affinata con vari metodi: in novembre prima delle gelate, si estirpano i cespi e si mettono a mazzi in solchi fatti nel terreno umido oppure, come per il radicchio più pregiato, i fittoni vengono immersi nell'acqua tiepida (10-15 °C) sorgiva del fiume Sile. Il "radicchio rosso tardivo di Treviso" o spadone ottenne la IGP nel '66. Altre cultivar apprezzate sono il Rosso Veronese e il Rosso di Chioggia. Particolare, invece, è il Variegato di Castelfranco che deriva dall'incrocio tra il Rosso e la scarola. Ecco come una casuale scoperta divenne simbolo e fonte di guadagno per una vasta zona geografica. Quasi quasi a Carnevale mi travesto da radicchio rosso!

Foto tratta dal sito: www.fruttaeverduraonline.com